Terapia farmacologica per l'iperuricemia e gotta. Terapie alternative per la gotta. - BENESSERE naturale

Medicina Ecologica
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Terapia farmacologica per l'iperuricemia e gotta. Terapie alternative per la gotta.

Terapia Farmacologica
Terapia farmacologica tradizionale per la gotta-acido urico o iperuricemia . La colchicina e i suoi effetti collaterali . Terapia naturale in associazione alla terapia con colchicina o zyloric per abbassare i valori dell'acido urico e prevenire l'attacco di gotta -artrite gottosa - Terapia con alimentazione corretta . Aliementi da evitare .

PIASTRA ECO 1 a polarità mista
un  rimedio naturale per i valori alti dell'acido urico o iperuricemia
e prevenire l'attacco acuto di gotta

La gotta è una sindrome dismetabolica cronica caratterizzata dalla presenza di elevati tassi ematici di acido urico (urato) ed eventuale accumulo in vari distretti.
E’ importante distinguere i farmaci utilizzati per la terapia dell’attacco acuto di gotta da quelli impiegati nel trattamento a lungo termine della malattia. Questi ultimi prolungano e accentuano la sintomatologia acuta se la somministrazione ha inizio durante un attacco di gotta.
ATTACCO ACUTO DI GOTTA
L’obiettivo nel controllo dell’attacco acuto è rappresentato della riduzione di severità e durata del dolore e della perdita di funzionalità, con minimi eventi avversi correlati al trattamento.
Considerando le linee guida la maggior parte raccomanda i FANS in 1° linea nel controllo  dell’attacco acuto di gotta ed in particolare indometacina (50 mg x 3 v/die), sono utilizzati anche altri FANS (no i salicilati) si diclofenac e naprossene (FANS a rapida insorgenza d’azione).
Gli episodi acuti di gotta vengono in genere trattati con FANS ad alte dosi, come diclofenac, indometacina (imet, indoxen, liometacen, metacen), ketoprofene (oki, orudis), naprossene (synflex), piroxicam (feldene).
Tra i vari FANS non ci sono differenze in termini di efficacia, ma diversa è la situazione per quanto riguarda la tollerabilità gastrointestinale.
Normalmente, nel trattamento della gotta, i corticosteroidi vengono somministrati per OS o mediante iniezione IM; la somministrazione intra-articolare di corticosteroidi a livello dell’articolaizone colpita può fornire rapido sollievo dal dolore.
Le linee guida raccomandano i corticosteroidi come trattamento di 2° o 3° linea.
I cortisonici sono indicati nei soggetti che non rispondono ad altra terapia o che non possono prenderla come nei soggetti con insufficienza renale (creatinina > 1.6).
l’aspirina non è indicata in caso di gotta.
l’allopurinolo (zyloric) e i farmaci uricosurici non sono efficaci in caso di episodio acuto di gotta e possono anzi prolungarlo indefinitamente se iniziati durante un episodio.
la colchicina è efficace tanto quanto i FANS. Il suo impiego è limitato dalla tossicità che si osserva alle alte dosi ma è utile nei pazienti cardiopatici in quanto, a differenza dei FANS , non comporta ritenzione idrica; può inoltre essere somministrata ai pazienti in terapia anticoagulante.
l’infiltrazione intrarticolare di steroide può essere indicata nel caso di gotta monoarticolare (indicazione non registrata in Italia).
Evitare i farmaci che possono scatenare un attacco acuto di gotta bloccando l’eliminazione dell’acido urico:
Diuretici,
Etambutolo (Etapiam),
Acido nicotinico,
Aspirina (< 3 g/die),
Forti quantità di alcool.
COLCHICINA
INDICAZIONI:
Attacco acuto di gotta, profilassi a breve termine durante la terapia con allopurinolo e uricosurici – profilassi in caso di febbre mediterranea familiare, non registrata in Italia.

In Italia colchicina è disponibile solo in compresse divisibili da 1 mg dal diametro molto ridotto (circa 6 mm) che potrebbe portare ad una errata divisione della compressa da parte del paziente.
Visto il ristretto indice terapeutico di questo farmaco, sarebbe auspicabile che anche in Italia fossero disponibili le compresse da 0.5 mg.
COLCHICINA LIRCA.
QUALE RUOLO PER COLCHICINA NELLE CRISI ACUTE?
Colchicina è un alcaloide estratto dai semi del colchico autunnale, sembra ridurre la risposta infiammatoria grazie alla capacità di inibire metabolismo, motilità e chemiotassi dei polimorfonucleati e/o altre funzioni leucocitarie; interferisce direttamente con il deposito di urato monosodico diminuendo la produzione di acido lattico ed indirettamente riducendo la fagocitosi.
Colchicina può risultare efficace, ma il suo impiego è limitato dall’elevato rischio di tossicità. La maggior parte delle linee guida la raccomandano in 2° o 3° linea. Il dosaggio indicato è di 0.5 mg 2-4 v/die.
Tutti i soggetti trattati con colchicina hanno manifestato effetti collaterali gastrointestinali, in particolare diarrea e/o vomito entro 24 ore dalla somministrazione.
Non sono disponibili studi di confronto tra FANS e colchicina che possano offrire valide evidenze di supporto nella scelta del farmaco.

REAZIONI AVVERSE E INTERAZIONI FARMACOLOGICHE DA COLCHICINA.
Nuove evidenze mostrano che la colchicina a basso dosaggio, pur dimostrandosi efficace nell’attacco acuto di artrite gottosa, è associata ad un rischio di gravi interazioni con alcuni farmaci comunemente prescritti. Gli operatori sanitari dovrebbero conoscere le raccomandazioni sul dosaggio della colchicina nell’attacco acuto di artrite gottosa e la necessità di evitare la colchicina, o di aggiustare la dose, nei pazienti con insufficienza renale (IR) o epatica e/o che assumono farmaci che interagiscono con la colchicina (Box 1).
La colchicina causa principlamente nausea, vomito, diarrea e dolori addominali che si manifestano in genere dopo 8-12 ore dall’assunzione per os e si sviluppano nell’80% dei pazienti trattati.
La somministarzione prolungata di colchicina può provocare depressione midollare con conseguente agranulocitosi, trombocitopenia e anemia aplastica; inoltre può comportare neuriti periferiche e psilosi (alopecia).
Colchicina inoltre, può indurre malassorbimento reversibile della vitamina B12 alterando la funzione della mucosa ileale.
I pazienti con IR o epatica possono essere particolarmente suscetibili alla tossicità da colchicina di grado severo (Box 2).
L’aumento della consapevolezza della tossicità ha portato all’elaborazione di linee guida di prescrizione al fine di raccomandare dosi più basse di colchicina e il prolungamento dell’intervallo tra le dosi. I casi segnalati e le opinioni degli esperti hanno suggerito che i benfici del trattamento potevano essere mantenuti con dosi più basse di colchicina, ma fino a poco tempo fa non era disponibile nessun dato proveniente da trial clinici controllati.
La FDA ha segnalato che su 117 casi di tossicità fatale da colchicina a dosi terapeutiche ( Una tossicità si è verificato in pazienti che assumevano colchicina e contemporaneamente eritromicina, ciclosporina, statine e calcio-antagonisti, tra cui verapamil e diltiazem).
Si deve prendere in considerazione una terapia con colchicina quando i FANS e i corticosteroidi sono controindicati o non tollerati. Nel Box 2 sono riportati alcuni chiave sulla prescrizione della colchicina in gruppi particolari di pazienti.
La terapia con colchicina deve essere interrotta se si sviluppano dolore addominale, nausea, vomito o diarrea, a prescindere dal fatto che il doldore all’articolazione risulti alleviato.
E’ importante raccomandare al paziente di:
riferire al medico tutti i medicinali che assume e consultarlo prima di assumere qualsiasi nuovo farmaco,
interrompere la terapia con colchicina e rivolgersi al proprio medico se si sviluppano nausea, vomito o diarrea, sanguinamento insolito o ecchimosi, dolore o debolezza muscolare, intorpidimento o formicolio alle dita delle mani o dei peidi,
evitare di mangiare pompelmi o bere succhi di pompelmo durante la terapia con colchicina,
ricordare al paziente, che la colchicina non è un analgesico e che non deve essere utilizzata per altre cause o tipi di dolore.


Terapia farmacologica tradizionale per la gotta-acido urico o iperuricemia
Tra i fattori che contribuiscono ad aumentare i livelli di acido urico nel sangue (uricemia) vi sono l'obesità, un consumo elevato di alcolici, l'ipertensione, una alimentazione ricca di carni rosse, frattaglie, selvaggina, legumi e frutti di mare. L'iperuricemia (livelli eccessivi di acido urico nel sangue) può anche essere la conseguenza di alcune malattie e/o dei relativi trattamenti. Sottolineando come sia importante, al di là del trattamento farmacologico, modificare il proprio stile di vita, riducendo soprattutto il peso e correggendo l'alimentazione, va detto che i farmaci che abbiamo a disposizione per abbassare l'iperuricemia non sono molti. Quello più utilizzato è proprio l'allopurinolo (Zyloric) che agisce bloccando la sintesi di acido urico. Nella specialità Uricodue vengono associati l'allopurinolo e il benzbromarone, il primo riduce la sintesi dell'acido urico e il secondo ne aumenta l'escrezione urinaria; quest'ultimo è anche il meccanismo d'azione del sulfinpirazone (Enturen). L'ultimo farmaco commercializzato è il rasburicase (Fasturtec) che riduce l'uricemia aumentando la metabolizzazione dell'acido urico (cioè la sua distruzione) ma ha indicazioni di impiego del tutto particolari. In presenza di iperuricemia, può accadere che cristalli di acido urico si depositino nelle articolazioni, causando la gotta che si manifesta con attacchi dolorosi intermittenti seguiti da lunghi periodi di remissione. In questo caso si ricorre agli antinfiammatori non steroidei (FANS) [es. diclofenac (Voltaren), ketoprofene (Orudis), naproxene (Naprosyn)] o alla colchicina, nei pazienti che non possono assumere  FANS, per trattare la sintomatologia dolorosa. Tutti questi farmaci sono disponibili solo dietro presentazione di ricetta medica, com'è giusto che sia. Solo il medico infatti, conoscendo il paziente, potrà scegliere l'uno o l'altro trattamento a seconda delle condizioni cliniche di base, della presenza di controindicazioni ecc.


Consulenza per terapia naturale per la gotta-iperuricemia o valori alti dell'acido urico


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