Steatosi epatica o fegato grasso- Terapia naturale con acqua energizzata a polarità negativa e dieta ecologica personalizzata per patologia - BENESSERE naturale

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Steatosi epatica o fegato grasso- Terapia naturale con acqua energizzata a polarità negativa e dieta ecologica personalizzata per patologia

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Diagnosi , sintomi e terapia naturale della steatosi epatica o fegato grasso . Quali sono le cause della steatosi epatica . Come curare in modo naturale lla steatosi epatica o fegato grasso . Alimentazione corretta o indicata nella steatosi epatica non alcolica.
Quali sono le complicazioni della steatosi epatica o fegato grasso? Quali farmaci sono indicati ?

Sintomatologia , cause e terapie farmacologiche e naturali della steatosi epatica o fegato grasso.
Terapia Naturale e Dieta Ecologica personalizzata

La steatosi epatica è una delle cause più frequenti di "ingrossamento" del fegato, causata da un aumento eccessivo di grasso a livello dell'organo.
Il grasso epatico, infatti, rappresenta il 5% del peso dell'organo; si parla di steatosi quando questa percentuale è superata a causa di un accumulo di grasso all'interno delle cellule epatiche. Inoltre, la steatosi epatica, in una percentuale variabile dal 8 al 20%, può evolvere verso processi infiammatori e/o necrotici ("steatoepatite non alcolica" o NASH da "nonalcoholic steatohepatitis") con eventuale fibrosi progressiva (nel 10-50% dei casi) del fegato.
Le due situazioni vanno pertanto distinte, in quanto la steatosi "non infiammatoria" è reversibile con la correzione dei fattori che l'hanno indotta; la steatoepatite per definizione, è complicata da uno stato infiammatorio e fibrotico, simile, come quadro clinico ed anatomo-patologico, a quello dell'epatopatia alcolica e può progredire verso la cirrosi (in circa il 10% dei pazienti in dieci anni).
I meccanismi all'origine del danno epatico in questa condizione sarebbero una alterazione del metabolismo degli acidi grassi indotta dall'insulina, l'ossidazione dei grassi o ancora un'anomala produzione di citochine, note molecole mediatrici dell'infiammazione.


Una volta esclusa l'origine alcolica (che richiederebbe una trattazione a sé per la particolare tipologia e storia naturale della malattia), nei non bevitori la steatosi epatica è più frequentemente causata da: sovrappeso ed obesità, alto tasso di colesterolo e, soprattutto, di trigliceridi, nel sangue, diabete ed altre malattie metaboliche, malattie virali (in particolare l'epatite C) e numerosi farmaci (es. estrogeni, corticosteroidi). Molti casi di steatosi che osserviamo nella pratica clinica quotidiana riconoscono, comunque, come causa o co-fattore una alimentazione sbagliata.
Il fegato, infatti, è una delle prime vittime dell'alimentazione scorretta, andando incontro alla steatosi a causa dei troppi grassi che l'organismo produce o che vengono introdotti con la dieta; il fegato, così, non riuscendo a smaltirli e a trasformarli in energia, è costretto ad accumularli.
Così, l'alta prevalenza nella popolazione dei fattori di rischio sopra menzionati spiega come la steatosi epatica sia una patologia in aumento o comunque di osservazione sempre più frequente: l'alimentazione, infatti, tende sempre più a peggiorare in quanto si riducono i cibi salutari come verdura, legumi e frutta per privilegiare quelli ricchi di grassi, elaborati e molto conditi . Abitudini, peraltro, spesso aggravate da uno stile di vita poco attivo, che impedisce lo smaltimento delle sostanze energetiche introdotte con la dieta.

Le CAUSE  
Il fegato grasso, come abbiamo visto, deriva da un'alterazione del metabolismo lipidico.
Tale situazione può essere causata da moltissimi disturbi e malattie.
Fattori di rischio importanti per la steatosi epatica sono il diabete, l'obesità (soprattutto quella addominale -androide o a mela-), una dieta squilibrata, non bilanciata ed eccessivamente ricca di grassi, l'anemia e l'acolismo. Anche alcuni farmaci, squilibri ormonali, nutizionali (Kwashiorkior), deficit di carnitina, digiuno prolungato e un'eccessiva esposizione a sostanze tossiche possono favorire l'accumulo di trigliceridi nel fegato. Tutti questi fattori, oltre ad aumentare il rischio di insorgenza, incrementano anche quello di complicazioni
Il 75% dei pazienti con diabete di tipo 2 presenta un quadro di steatosi epatica all'indagine ecografica
Il fegato grasso è una condizione frequente nelle persone obese (incidenza pari al 70-90%)
La steatosi epatica compare più frequentemente tra i 50 ed i 60 anni, ma è in aumento l'incidenza tra i bambini

La sintomatologia e gli esami da effettuare

Circa il 20-40% degli adulti Italiani "soffre" di steatosi epatica. di per sé tale disturbo non è una vera e propria malattia ma un semplice svantaggio metabolico, spesso asintomatico. Solo quando il fegato è molto coinvolto dalla steatosi, il paziente può avvertire un senso di fastidio, di lieve dolenzia localizzata nel quadrante destro dell'addome.
Il fegato, infatti, da segni del disturbo soltanto in stadi molto avanzati. Quello che normalmente il paziente riferisce come dolore al fegato si rivela essere, in molti casi, un semplice dolore intestinale o alla colecisti (cistifellea).
Proprio in virtù di questa sua asintomaticità più del 90% delle persone con fegato grasso scopre occasionalmente tale disturbo. Spesso questa scoperta avviene durante un'ecografia che mostra il cosiddetto fegato brillante o durante dei controlli ematici di controllo (lievi incrementi della fosfatasi alcalina o delle transaminasi possono essere legati alla steatosi).
Le transaminasi sono delle piccole proteine contenute nella cellula epatica che svolgono una funzione metabolica ben precisa. Quando una cellula epatica soffre e si infiamma una parte di queste transaminasi esce all'esterno e si riversa nel sangue. Per questo motivo quando una persona ha le transaminasi alte significa probabilmente che il suo fegato sta soffrendo. Tale sofferenza non è comunque sinonimo di malattia: potrebbe infatti trattarsi di alterazioni transitorie e poco rilevanti dal punto di vista clinico (esercizio fisico estremo, dieta incongrua troppo ricca di calorie, gravidanza).
L'ecografia è un esame relativamente semplice ma può diagnosticare la steatosi epatica soltanto in una fase abbastanza avanzata. In genere non è infatti in grado di visualizzare steatosi di piccola e media dimensione (quando cioè l'infiltrazione grassa interessa meno del 33% delle cellule). Solo una biopsia può confermare con certezza il grado di severità della steatosi e la presenza di eventuali complicanze.
COMPLICANZE della Steatosi Epatica
Quando lavorano in condizioni di sforzo massimo, come un'automobile che viaggia sempre a tutto gas, le cellule del fegato possono andare in tilt per il troppo lavoro. Tale sovraccarico si traduce, a lungo andare, in una degenerazione cellulare che causa prima l'infiammazione e poi la morte degli epatociti. Questa complicazione chiamata steatoepatite è la naturale evoluzione della steatosi non trattata. Negli alcolizzati il fegato grasso può così degenerare dapprima in steatoepatite e poi in cirrosi (degenerazione non reversibile delle cellule epatiche).
Il rischio che un fegato grasso di origine non alcolica si trasformi in steatoepatite (accumulo di grasso accompagnato a flogosi, fibrosi e necrosi) è piuttosto basso (circa il 5-10% dei casi). Dislipidemie (colesterolo e trigliceridi ematici elevati), obesità, sindrome metabolica e insulinoresistenza aumentano il rischio di questa complicanza.
DIETA E CURA della Steatosi Epatica o Fegato Grasso
L'approccio terapeutico della steatosi e della steatoepatite non alcolica consiste nella modifica dello stile di vita, mentre resta ancora incerta l'efficacia dei trattamenti farmacologici
Alla base del fegato grasso, come abbiamo visto, molto spesso ci sono delle cause dietetiche. Tra queste ricordiamo: dieta eccessivamente ricca di grassi, alcol e zuccheri e, soprattutto nei Paesi sottosviluppati, carenza di vitamina B12 (contenuta esclusivamente nei cibi di origine animale), biotina ed acido pantotenico.
La dieta diventa un fattore ancor più importante se si considera che due delle principali cause della steatosi epatica (sovrappeso e diabete) derivano nella stragrande maggioranza dei casi da abitudini alimentari scorrette.
In presenza di fegato grasso è quindi importante riequilibrare la propria dieta facendo particolare attenzione all'utilizzo di grassi animali (compresi burro e latticini), carne rossa, margarina, alcol e dolci. Sebbene siano da preferire a quelli animali è bene moderare anche l'utilizzo dei grassi di origine vegetale (olio di oliva, di semi, frutta secca ecc.).
Sostituire la carne con il pesce o con i legumi può essere di grande aiuto per la disintossicazione del fegato (a patto che il pesce non contenga, come spesso purtroppo accade, tossine o metalli pesanti).
Ad avvalorare ulteriormente il ruolo della dieta contribuisce l'assenza di una terapia farmacologica specifica (fatta eccezione per quei casi in cui il disturbo è da ricondurre a particolari malattie).
Per potenziare ulteriormente gli effetti benefici di una sana alimentazione si consiglia, come sempre, l'abbinamento ad un regolare programma di attività fisica. Sono particolarmente indicate le discipline sportive di resistenza (nuoto, ciclismo, marcia e corsa).


DIAGNOSI DELLA STEATOSI EPATICA
La steatosi epatica non presenta sintomi o, comunque, non è associata a disturbi specifici, se non a volte un vago senso di dolore, "fastidio" o pesantezza al di sotto dell'arcata costale dx o all'emiaddome alto di destra; pertanto, molto frequentemente, il riscontro è casuale, in seguito ad esami del sangue eseguiti di routine o per altri motivi. La steatosi epatica si caratterizza, infatti, per un modesto rialzo delle transaminasi (ALT e AST), espressione biochimica del danno epatico, spesso associato ad un aumento concomitante delle gammaGT.
Il fegato può mostrarsi ingrandito alla palpazione; l'ecografia, esame semplice ed immediato, mostra un fegato "brillante", facilitando così una rapida diagnosi. Nel caso di steatosi epatica, tali dati, associati ai fattori predisponenti sopra descritti, sono già sufficienti per la diagnosi e per il conseguente approccio terapeutico (per esempio, in caso di steatosi secondaria a sovrappeso od obesità, il calo ponderale graduale favorirà la risoluzione della steatosi e la normalizzazione dei livelli di transaminasi). Nel sospetto che ci sia anche un'infiammazione e/o fibrosi ("steatoepatite non alcolica"), in assenza di altre cause di malattia epatica che la possano giustificare (es. un'epatite cronica da virus C oppure un abuso alcolico, magari sottovalutato), per i motivi sopra citati di rischio di progressione, si renderà necessaria la biopsia epatica. Questa servirà sia per la conferma diagnostica che per la valutazione prognostica (grado di infiammazione e di fibrosi) della malattia epatica.

Terapia Framacologica e Terapia Naturale
Per quanto abbiamo detto, non esiste una terapia specifica per curare la steatosi del fegato.
Essendo, infatti, questa l'espressione di numerose malattie e, spesso del sovrappeso, la terapia deve essere rivolta alla causa. In particolare, le misure da adottare sono l'eliminazione dell'alcol, una corretta alimentazione (mista, non incentrata su grassi e carboidrati, ricca di frutta e verdura) che porti ad una riduzione del peso corporeo, integrata con l'attività fisica o sportiva, dove possibile. Nel caso di steatosi secondaria a diabete o ad altre patologie, la terapia sarà quella del diabete stesso o delle patologie primitive.

1) Un regime alimentare appropriato è la terapia di base .
2) evitare quanto possibile farmaci antinfiammatori non steroidei
3) effettuare controlli periodici delle transaminasi
4) ridurre o eliminare alcoolici , cibi grassi  e alimenti industrializzati
5) Bere molta acqua energizzata con Piastra Eco 1 a polarità negativa ( effetto depurativo epatico)
6) consumare molte verdure ed ortaggi


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